Coworking: come funziona

Contratto di coworking: quali servizi offre, chi può stipularlo, quali sono gli obblighi del professionista e di chi fornisce la postazione di lavoro.

Affittare uno studio per esercitare un’attività professionale ha dei costi non indifferenti: dall’affitto mensile, alla bolletta dell’elettricità, dell’acqua, del gas, alle utenze telefoniche ed ai costi del collegamento internet, sino ad arrivare alle spese condominiali, per le pulizie, per la manutenzione ordinaria e straordinaria, alla Tasi e alla Tari (rispettivamente, la tassa sui servizi indivisibili e la tassa sui rifiuti). Per non parlare dell’acquisto degli arredi e delle attrezzature (pc, modem, stampante, fax…). Una soluzione per risparmiare, però, esiste, ed è sempre più utilizzata: si tratta del coworking. Grazie al coworking, il professionista può fruire di uno spazio attrezzato in cui lavorare, in condivisione con altri professionisti. Le formule di condivisione dell’ambiente di lavoro sono differenti: si può condividere la stessa scrivania, avere una scrivania propria, fruire addirittura di uno spazio privato proprio. Ci sono i coworking che, assieme alla disponibilità della postazione di lavoro, offrono servizi accessori, come pasti e snack, chi addirittura mette a disposizione dei coworkers un centro benessere…Insomma, le soluzioni sono davvero numerose e interessanti, soprattutto nelle città più grandi. Ma quali sono, di preciso, gli obblighi di chi mette a disposizione le postazioni e gli obblighi di chi le affitta? Che cosa prevede la legge? Si tratta di un contratto di locazione vero e proprio? Cerchiamo di fare chiarezza sul coworking: come funziona, quali sono i servizi offerti, quali sono le regole per chi affitta.

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